La fondazione ufficiale de Cagliari risale al 1920, seguita poi dall’iscrizione al Torneo di Sardegna. Due anni più tardi la squadra si iscrive al campionato con il nome di "Unione Sportiva Italia" nel 1922 in Terza Divisione nel campionato sardo.
La squadra è guidata dall'allenatore Mereu Giorgio, il presidente partecipa alle vicissitudini della squadra avendo il doppio ruolo di presidente, il caglari si dimostra solidae molto buona tecnicamente.
Alla sua prima partita di campionato gli isolano strapazzano gli avversari ( la squadra avversaria con il nome "Sussistenza"), ottima partita di Cottiglia Manlio e Asquer Piero. I tifosi del Cagliari impazziscono per questa prima di campionato.
Nel 1923, il presidente Mereu esce di scena, sostituito dal neo presidente Prunas Angelo, che affida il Cagliari al giocatore-allenatore Angelo Colombo. il Cagliari partecipa al Campionato Sardo d prima divisione.Il 26 luglio 1924 avviene la trasformazione della società sportiva, facendo la fusione tra Cagliari Football Club e Società Italia, prendendo il nome "Club Sportivo Cagliari". La società prende nuovi amministratori e la squadra viene rinforzata.
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Il grande salto avviene nel 1928: il Cagliari si proietta in una competizione nazionale chiamato Campionato Federale (Prima Divisione Sud). L'esordio è positivo; il Cagliari finisce quarto alle spalle di Lecce, Palermo e Foggia.La stagione successiva è altrettanto positiva con il raggiungimenti del quinto posto, dopo essere stato sempre al vertice.
Nel 1930-31 vince il campionato di prima divisione e viene promosso in B; purtroppo però per problemi di bilancio la società è costretta a venderei suoi pezzi pregiati.
Seguirono così anni quasi disastrosi e nel 1934-35 la scontata retrocessione nonostante il grande impegno del presidente Aldo Pacca. Travolto dai debiti la società viene messa in liquidazione, così dai suoi resti nasce l’ Unione Sportiva Cagliari.
La stagione successiva il Cagliari rinuncia alla serie C, partecipando così al campionato sardo di seconda Divisione e dopo due vittorie consecutive tornerà nella terza serie.
Seguono poi molti anni anonimi, fino ad arrivare alla sospensione del campionato per la Guerra dal 1943-45.
Nel 1946 la ripresa del campionato è molto difficile, per problemi economici, sociali e per le varie perdite dirigenziali. I rossoblu riescono a ottenere la promozione in B nel 1947-48; ma è solo una meteora, poiché l’anno seguente si piazza 18° tornando nella serie inferiore.
Nel 1952 c’è finalmente il ritorno in B e addirittura due anni più tardi con l’allenatore Cenzo Soro il Cagliari si gioca anche lo spareggio per la Massima serie, ma purtroppo niente da fare.
L’attesa promozione in A avviene finalmente nel 1963-64. L’inizio della stagione illude i suoi tifosi, che pensavano in un grande campionato. Purtroppo a metà stagione i rossoblu navigano all’ultimo posto; ma un girone di ritorno incredibile e l’esplosione del giovane Gigi Riva, riescono a salvare il Cagliari, arrivando addirittura al 6°posto.
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Le tre stagioni seguenti sono molto importanti, grazie anche ai campioni ormai presenti in squadra, Riva (capo cannoniere per due anni), Boninsegna, Nenè e Martiradonna edil suo allenatore Manlio Scopigno. Infatti nel 1968-69 arriva un grande secondo posto.
La stagione successiva la squadra di Scopigno è una macchina quasi perfetta; neanche la sconfitta in Coppa Uefa intacca il cammino dei sardi. La prima sfida con la Juventus termina 1-1 con goal dell’ex Boninsegna e Cuccureddu per gli isolani. Dopo seguirono tutte grandi partite con solo due sconfitte a fine anno. E nel grande match di ritorno con la Juventus finì 2-2, per una pareggio memorabile, che praticamente dava lo Scudetto al Cagliari.
Anche se la sicurezza matematica arrivò di fatto all’Amsicora contro il Bari; vittoria per 2-0 con goal del solito Riva e Bobo Gori, accompagnata dalla sconfitta della Juventus contro la Lazio. Era il 12 aprile 1970 e il Cagliari diventava ufficialmente Campione d’Italia per il tripudio generale di tutti i suoi tifosi.
L’anno dopo il Cagliari è sicuramente il favorito per la vittoria del campionato, ma dopo solo quattro giornate i sardi devono fare a meno del loro grande bomber Gigi Riva, infortunatosi in Nazionale per la seconda volta.
Il 12 settembre del 1970 viene inaugurato il nuovo stadio (il Sant’Elia). Con l’esordio in Coppa Campioni si registrano addirittura 70 mila persone presenti allo stadio, un Record assoluto; che viene festeggiato con una grande vittoria del Cagliari sui francesi del Saint Etienne per 3-0.
In Coppa Campioni comunque il cammino finisce al secondo turno contro i spagnoli dell’Atletico Madrid. Mentre in campionato sono decisive le sconfitte con Torino e Milan.
Nell’anno successivo rientra Riva, non basta per levarsi qualche soddisfazione, infatti i rossoblu escono dalla coppa Uefa al primo turno per mano dei greci dell’Olimpiakos, combinando ben poco anche in campionato.
Nel 1975-76 arriva la retrocessione in B, per poi tornare in A solo nel 1979.
Ormai gli anni d’oro sono terminati e nell’82-83 ancora una retrocessione con mister Giagnoni . Due anni dopo i sardi rischiano addirittura il fallimento e la serie C, salvati solo da un ripescaggio . Non tarda però ad arrivare l’ennesima retrocessione, così nel 1987 arriva la serie C.
L’inferno finisce nel 1990 con il ritorno del Cagliari in A, grazie a due promozioni consecutive, che anno la mano del presidente Tonino Orrù e dell’allenatore Cluadio Ranieri.
Orrù dopo aver salvato il Cagliari cedette tutto al fratello, che a sua volta cedette il pacchetto a Massimo Cellino, il 2 giugno del 1992.
Avvengono subito numerosi cambiamenti, come l’esonero di Ranieri e la vendita dell’uruguaiano Daniel Fonseca.
Arriva il mister Carletto Mazzone e il belga Luis Oliveira, artefici di una grande annata che porta gli isolano al 6° posto, permettendogli cosi di approdare in coppa Uefa.
Sulla panchina siede Bruno Giorgi, che sostituì Radice dopo la prima di campionato. La squadra gioca benissimo e in Coppa Uefa il Cagliari batte la Dinamo Bucarest, i turchi del Trabzonspor, e i belga del Malines
A questo punto il Cagliari incontra la Juventus e con due partite memorabili passa l’ennesimo turno, grazie anche ai suoi campioni come: Dely Valdes, Firicano, Oliveira e i giovani Pancaro e Criniti.
Il cammino si infrange in semifinale contro l’Inter, che però non fa rimpiangere la grande impresa dei ragazzi di Giorgi.
Successero poi sulla panchina Oscar Tabarez, Trapattoni ed il ritorno di Giorgi. Ma nel 1996-97 il Cagliari si trovò di fronte ad uno spareggio per restare in A, proprio contro Mazzone che allenava il Piacenza. Purtroppo la spuntarono gli emiliani e il Cagliari tornò in B.
Cellino decide di ricominciare da Giampiero Ventura, che lo ripaga subito con una promozione.Ma nel 1999-00 purtroppo si torna ancora in B.
Nel campionato cadetto il Cagliari ci rimane per quattro anni, cambiando molto allenatori. Fino ad arrivare al 2003-04 e ad una promozione meritatissima, figlia dei campioni come: Langella, Suazo, Esposito e soprattutto Zola, che permettono anche alla squadra una salvezza agevole nel campionato successivo.
Dopo l’addio al calcio giocato di Zola il Cagliari cambia quattro allenatori, fino ad arrivare a Nedo Sonetti,che regala la salvezza ai tifosi.
Nel 2006-07 si comincia con il giovane Giampaolo, ma la squadra non ingrana e Cellino chiama Colomba, che però fa peggio del suo predecessore.
Quindi Cellino richiama Gianpaolo, che riesce a trovare la salvezza nella penultima giornata battendo la Roma ancora grazie a David Suazo.