Inter

 Scudetto Inter

Il 9 marzo del 1908  viene fondato il Football Club Internazionale di Milano, da  parecchi soci, con presidente Giovanni Paramithiotti e segretario ufficiale il pittore Giorgio Muggini. E’ proprio l’artista ad inventare lo stemma a sigla( FCIM).Nel 1909 Paramithiotti viene sostituito da Ettore Strass, che conquista subito il primo scudetto.

Le presidenze poi si susseguono: 1912 Hirzel, 1914 Ansbacher per arrivare poi a Giuseppe Visconti di Modrone, durato per circa cinque anni. Dopo il periodo bellico L’Internazionale riesce a recuperare la voglia e soprattutto acquista sempre più tifosi, tanto che nel primo campionato svolto dopo la Guerra i nerazzurri vincono addirittura il loro secondo scudetto 20 giugno del 1920.

Nel 1923 arriva alla presidenza Enrico Olivetti. Nel 28’ la Squadra cambia nome fondendosi con un’altra società ( Unione Sportiva Milanese), diventando Società Sportiva Ambrosiana. Per un breve periodo cambia anche la maglia, che diventa bianca col simbolo del fascio e lo stemma di Milano. Tornerà di li a poco nerazzurra.

Nel 1930 la squadra vince il primo campionato a girone unico e nel 1932 cambia di nuovo nome, diventando Ambrosiana Inter, che durerà per tredici anni. Intanto la squadra cambia quattro presidenti: Turrusio, Simonotti, Pozzani e Masseroni, con il quali nel 1937-‘38 vince lo scudetto. nel ‘38-‘39 la prima coppa Italia e nel 1939-’40 un altro tricolore.

In tutti questi successi c’è lo zampino di Giuseppe Meazza, detto “Balilla”, grande personaggio e soprattutto uno dei più grandi campioni di tutti i tempi. Esordì con l’Inter all’età di 17 anni nel settembre del 1927 per concludere la sua carriera nel 1947, totalizzando 433 presenze e 278 reti; riuscendo inoltre a diventare Campione del Mondo nel 1934 e nel 1938.

Dopo qualche anno passato a girare due o tre squadre che Meazza neanche voleva sentir nominare, torna all’Inter all’età di 36 anni, continuando con i nerazzurri come tecnico. Muore nel 1979 e nel 1980 gli viene intitolato lo stadio San Siro in suo onore.

Senza Meazza l’Inter porta comunque a casa il suo quinto scudetto e dopo otto giorni esatti l’Italia entra in Guerra ed il calcio subisce di nuovo una altro brutto colpo. Nel 1942 arriva alla presidenza Carlo Masseroni, che durerà per 13 anni, decidendo l’Ambrosiana tornerà a chiamarsi solo Internazionale. I tifosi tornano ad essere felici perché capiscono che si stanno rifacendo le basi per una grande squadra, che appunto riuscirà poi a vincere due campionati consecutivi.

Nell’Inter come al solito in questo periodo non mancano i campioni come Benito Lorenzi detto “Veleno”, Faas Servaas Wilkes, Stefano Nyers, lo svedese Lennart Skoglund ed in porta Giorgio Grezzi detto “Kamikaze”; guidati tutti da Alfredo Foni, che per l’appunto riesce a vincere due scudetto consecutivi (1952-53, 1953-54).

Solo due squadre sono state definite dagli storici e dagli esperti di calcio con l’appellativo di GRANDE; la prima fu il Torino e la seconda l’Inter. I protagonisti di questa Squadra erano cosi schierati: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Jair, Picchi, Mazzola, Suarez, Domenghini, con allenatore Helenio Herrera detto “Il Mago”e il Presidentissimo Angelo Moratti.

Moratti era un petroliere nato nel 1909 a Somma Lombardo, riesce ad acquistare la società nel 1955. Sigaretta sempre in bocca, molta eleganza e sorriso forte, lo fanno diventare l’uomo più rappresentativo della storia neroazzurra. Anche se la squadra finito il ciclo Foni naviga per 5 anni in posizioni non di primato. In quegli anni però arriva a Milano l’Argentino Valentin Angelillo, che nel 1958-59 diventa capo cannoniere con 33 reti in 33 partite, un vero record.

Con l’arrivo di Herrera però Angelillo ha vita corta, poichè il mister non gradiva molto il comportamento del campione argentino. Quindi come ovvio che sia si va verso una separazione nel 1961. Angelillo passa prima alla Roma, poi al Milan, senza però trovare più i bei tempi nerazzurri.

Il suo posto viene preso da Luis Suarez, che oltre ad essere stato protagonista in campo internazionale con il Barcellona era anche Pallone d’Oro.

Intanto però si cominciavano a fare largo dei giovani molto interessanti come Giacinto Facchetti, Gianfranco Bedin e Sandro Mazzola, che comunque potevano contare su altri campioni come Mario Corso, detto il Sinistro di Dio per le sue punizioni e Armando Picchi comandante di una grande difesa.

Herrera comunque rischiò in piu occasioni l’esonero,  per i suo rapporti diciamo tormentati con la stampa e con il manager Italo Allodi, ma fu sempre confermato sulla panchina per la grande fiducia che aveva nel Presidente Moratti. E proprio da questa unione, dalla squadra, dai tifosi e dalla città, nasce il centro sportivo dell’Inter ad Appiano Gentile, Como.

I nerazzurri guidati da Herrera vincono lo scudetto nel 1962-63, grazie anche alla vittoria nello scontro diretto con la Juventus per 1-0 goal di Mazzola ( 418 partite con la maglia dell’Inter e 161 goal realizzati tra campionato e coppe).

Giacinto Facchetti nato a Treviglio nel 1942 diventa poi un punto di riferimento per Herrera. Facchetti è il primo terzino d’attacco della storia del calcio, tanto che il Mago a volte lo schiera addirittura come attaccante. Soprannominato “Gigante Buono” per la sua stazza, smette con il calcio giocato nel 1978, con un totale di 59 reti solo in campionato. Si ricorda inoltre per la sua serietà in campo e fuori e per il suo essere professionista in ogni momento, tanto che diventa una figura portante nella società come dirigente e Presidente poi nel 2004.

I successi comunque non si fermano, tanto che il 27 maggio del 1964 a Vienna l’ Inter disputa la finale di Coppa Campioni contro i campionissimi del Real Madrid. La gara è un trionfo nerazzurro. Finisce 3-1 per l’ Inter con doppietta di Mazzola. Milano è totalmente in festa e l’ Inter è Campione d’ Europa.

Cosi il 9 settembre del 1964 l’ Inter si va a giocare la Coppa Intercontinentale contro l’Independiente in Brasile. Finisce 1-0 per i sudamericani dopo una papera del portiere Sarti. Due settimane dopo si replica a San Siro e i nerazzurri dominano vincendo per 2-0 con reti di Mazzola e Corso. Si deve quindi andare alla cosi detta “bella”, che si disputa a Madrid il 26 settembre. Non bastano 90 minuti per decretare un vincitore, quindi si va ai supplementari. Dopo 5 minuti del secondo supplementare un’invenzione di Corso detto “Mandrake” porta in vantaggio l’Inter per il definitivo 1-0. L’Inter è sul tetto del Mondo.

Nel 1965 succede l’apoteosi l’Inter dopo una rimonta stratosferica ed un derby vinto per 5-2 trionfa in campionato alle spese del Milan conquistando il secondo scudetto consecutivo. Ma non finisce qui. In Coppa Campioni arriva la semifinale, con l’Inter che affronta la prima in casa del Liverpool perdendo per 3-1. A questo punto serve l’impresa, che non tarda ad arrivare nel ritorno a Milano davanti a 80 mila tifosi. La partita finisce per 3-0 con goal di Corso, Peirò ed il grande Facchetti.

Si va quindi in finale contro i portoghesi del Benfica guidati da Eusebio. La gara è molto equilibrata, infatti viene decisa da una fiammata del brasiliano Jair al 42’ del primo tempo, che regala la seconda consecutiva Coppa Campioni all’Inter.

Il terzo capolavoro dei nerazzurri è di nuovo la Coppa Intercontinentale, ancora contro l’Independiente. L’andata a San Siro finisce 3-0 con reti di Peirò e doppietta di Mazzola. Il ritorno in Sudamerica finisce con uno 0-0 molto intenso. L’Inter è ancora Campione del Mondo.

La Formazione di questi trionfi è la seguente: Sarti; Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Domenghini, Suarez, Corso.

Il 1 giugno del 1967 l’Inter perde di fatto il suo decimo scudetto contro il Mantova, in una partita molto rocambolesca. I nerazzurri perdono per 1-0 e si fanno scavalcare dalla Juventus e addio scudetto.

 Purtroppo il 18 maggio del 1968 Angelo Moratti decide di lasciare, dichiarando di aver finito la sua epoca. Il Presidentissimo morirà il 12 agosto del 1981. La società passa quindi nelle mani di Ivanoe Fraizzoli, che porta subito a Milano il grande bomber Boninsegna detto “Bonimba”, che farà grandi stagioni nell’Inter totalizzando ben 113 reti in 197 partite.

Con questo grande acquisto e i gia presenti Facchetti, Mazzola, ecc….. l’Inter guidata da Gianni Invernizzi, strappa di nuovo lo scudetto al Milan con l’ennesima rimonta; grazie anche alla vittoria nel derby di ritorno per 2-0 con reti di Corso e Mazzola.

L’Inter torna di logica in Coppa Campioni. I nerazzurri sarebbero eliminati dai tedeschi del Borussia  Moenchengladbach con un incredibile 7-1, ma durante la gara ci fu un lancio di una lattina che colpì Boninsegna e quindi la partita fu fatta rigiocare con il successo dell’Inter.

Il 31 maggio del 1972 l’Inter però si deve arrendere alla forza dell’Ajax di Johan Cruyff, che ne fa due portando la Coppa così in Olanda.

In quell’Inter però cominciano ad emergere giovani come il portiere Ivano Bordon e il mediano Oriali, che sarà poi uno dei protagonisti del Mondiale dell’ 82’.

Nel 1977 Sandro Mazzola dice addio al calcio giocato, rimanendo comunque nello staff dell’Inter come consigliere di mercato. Come da pronostico inizia per l’Inter una fase quasi di transizione, anche perché nel 1978 lascia il campo da gioco anche il grande Facchetti a 36 anni.

Cominciano così ad emergere nuovi giovani e nuove scommesse, come Alessandro Altobelli detto “Spillo”, che con la maglia nero-azzurra segnerà ben 128 reti in campionato, 46 in Coppa Italia e 35 in Europa (anche Altobelli diventerà campione del Mondo nel 1982).

Nel 1978 arriva inoltre un altro campione, ossia Evaristo Beccalossi, classe 1956. Diventa subito uno dei beniamini del pubblico, anche per suo carattere un pò particolare.

Il 28 ottobre del ’79 si gioca lo storico derby con il Milan, in un San Siro completamente esaurito. Beccalossi tsnto per gradire segna una stupenda doppietta che stende il Milan, commentando così al portiere rossonero Alberatosi dopo il suo secondo gol : “ Sono Evaristo, scusa se insisto.”

L’Inter allenata da Eugenio Bersellini, viene definita operaia, per il suo modo di giocare concreto e cinico, che porta comunque al raggiungimento del suo dodicesimo scudetto nel 1979-80.

Nell’anno successivo l’Inter acquista Herbert Prohaska, primo straniero dopo la riapertura delle frontiere.

Il 18 gennaio del 1984 Friazzoli lascia la società e la presidenza passa così a Ernesto Pellegrini per 7 miliardi. Il neo-presidente si mette subito in luce con un grande colpo di mercato, portando a Milano il grande campione tedesco Karl Heinz Rummenigge classe 1955. Il suo arrivo è merito di Mazzola che fu molto abile a battere la concorrenza della Juventus e della Fiorentina.

Pellegrini però ha intenzione di cambiare tutto ed infatti pochi giorni dopo Mazzola decise di dimettersi da consigliere di mercato. Arriva sulla panchina Ilario Castagner, rubato alla corte del Milan. L’inizio di questa nuova società è molto macchinoso. Il neo-acquisto Rummenigge diventa subito un idolo per tutti i tifosi, anche se la sua stagione a caratterizzata dai molti infortuni.

Questi si possono definire gli anni della grande rivalità con il Real Madrid, così da convincere Pellegrini ad acquistare numerosi campioni, come il Belga Scifo.

L’andamento discontinuo però dell’Inter fa si che arrivi sulla panchina il 22 maggio del 1986 Giovanni Trapattoni detto”Il Trap”, ex campione nel Milan di Rocco e allenatore plurivincente con la Juventus.

Nel suo primo anno riesce solo a sfiorare lo scudetto, preparando però una squadra strepitosa nell’anno successivo.

Il reparto difensivo è certamente uno dei più forti mai esistiti, grazie al grande Walter Zenga tra i pali e i due difensori Bergomi e Riccardo Ferri; tutti facenti parte del vivai nerazzurro.

Grazie quindi al suo allenatore e alla grande formazione l’Inter nell’88-’89 diventa Campione d’Italia, con una squadra giovane e nuova, ma piena di classe e voglia di vincere. Direttamente dalla Germania poi arriva il grande Lothar Matthaeus, uno dei centrocampisti più forti e più compliti mai visti (Pallone d’Oro e Campione del Mondo con la sua nazionale nel 1990). Alla corte del Trap arriva poi un altro tedesco DOC, il terzino sinistro Andy Brehme, che riesce ad integrarsi perfettamente nel gioco di Trapattoni.

Oltre a questi campioni stranieri l’Inter gode comunque di un classico attaccante (Aldo Serena, 22 gol), una seconda punta irresistibile come Ramon Diaz e una regia composta da Matteoli e la grande scommessa Nicola Berti.

Oltre la vittoria dello scudetto l’Inter mette in bacheca anche una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa. L’Inter del Trap però si conclude il 22 maggio del 1991, poiché il tecnico torna alla Juventus e Pellegrini lo sostituisce con lo sconosciuto Corrado Orrico, avviandosi così verso una fase calante della squadra.

Nel 1994 con Giampiero Marini in panchina i nerazzurri conquistano la loro seconda Coppa Italia, decretando così di fatto la fine dell’era Pellegrino.

Il ciclo interista giunge praticamente al termine, così anche Zenga e Ferri vengono trasferiti alla Sampdoria , ma i problemi continuano a venire a galla. Il popolo interista vorrebbe il ritorno alla presidenza della famiglia Moratti. La società ormai si trova davanti ad un crisi preannunciata.

Viene praticamente salvata in tutti questi mesi da una figura fondamentale per i colori nero-azzurri, vale a dire il grande Peppino Prisco (anima e bandiera dell’Inter), che con mestiere e dedizione cerca di fare l’impossibile dentro e fuori l’ambiente societario.

Così per la gioia di tutto l’ambiente un sabato mattina si mette nero su bianco e l’Inter passa alla famiglia Moratti, più precisamente a Massimo Moratti, figlio del grande Angelo.

Il giorno seguente l’Inter batte il Brescia per 1-0 e il neo Presidente dichiara:”Il mio è stato un atto d'amore nei confronti della gente dell'Inter".

 Nel 1994-95 l’Inter allenata da Ottavio Bianchi riesce a conquistare un posto in Uefa nell’ultima giornata.

C’è però molto lavoro da fare per Massimo Moratti, che dopo le sconfitte nella gara di andata di Coppa contro il Lugano e contro il Napoli, decide di cominciare a cambiare.

Sulla panchina si alternano prima Luis Suarez, poi Roy Hodgson . Nel frattempo arrivano numerosi campioni come: Javier Zanetti, Maurizio Ganz, Roberto Carlos, Youri Djorkaeff e Marco Branca.

Tutto questo però non porta nessun successo, anche perche in casa nerazzurra subentra poi una dose notevole di sfortuna, basti pensa re la finale di Coppa Uefa persa ai rigori contro i tedeschi dello Schalke 04. Si va così verso un periodo di transizione.

Nel 1997 però ha inizio la svolta, poiché Moratti aiutato dalla Pirelli, che già ero socio del club dal ’95, compra dal Barcellona Ronaldo detto “Il Fenomeno” uno dei campioni più forti mai avuti dall’Inter. Basti pensare che alla fine dell’anno il brasiliano conquista il Pallone d’Oro e grazie al Mister Gigi Simoni e alla presenza di altri campione del calibro di Zanetti, Winter, Moriero, Zamorano, Simeone, Recoba, Bergomi e Pagliuca, la Squadra riesce a conquistare la Coppa Uefa battendo in finale la Lazio di Cagnotti e arrivando solo secondi in campionato dopo la famosa partita contro la Juventus falsata dall’arbitro Ceccarini, che non vede un rigore netto su Ronaldo da parte di Iuliano.

Si alternano poi alti e bassi, Ronaldo torna dal Mondiale in Francia con un ginocchio massacrato, che lo condiziona molto anche al livello psicologico.

Il Patron però non si arrende e porta a Milano un altro campione come Roberto Baggio, ma la musica non cambia e dopo pochi mesi, Simoni viene esonerato. Sulla panchina arriva Mircea Lucescu, che comunque non riesce a fare molto. Le condizioni del “Fenomeno” non aiutano, accompagnate anche da qualche ritardo di condizione di Roberto Baggio.

Si susseguono cosi sulla panchina interista Castellini e Hodgson, che fanno solo massa aspettando l’anno seguente.

Così nel 1999 arriva Marcello Lippi e il bomber Christian Vieri, che assieme a Ronaldo va a formare forse la coppia più forte del momento.

Ci si mette però di nuovo una grossa dose di sfortuna, poiché il brasiliano si infortuna per ben due volte al ginocchio e Vieri dovrà convivere per tutto l’anno con dei problemi muscolari.

Lippi poi non si integra completamente nella società ed oltre tutto non vede di buon occhio Baggio, il quale però nella notte dello spareggio con il Parma per un posto in Champions zittisce il mister e praticamente porta da solo in Europa l’Inter.

La stagione successiva inizia ancora peggio della fine della precedente. L’Inter viene eliminata nel turno preliminare di Champions League e sulla panchina arriva Tardelli.

Si lavora però subito per un nuovo progetto, cioè l’arrivo a Milano del tecnico argentino Hector Cuper, il quale nei due anni precedenti aveva portato due volte il Valencia il Finale di Champions.

All’inizio della nuova stagione si fa notare anche un ragazzetto brasiliano di nome Adriano, che si farà conoscere meglio più in là. L’Inter viene mandata avanti soprattutto da Cristian Vieri e da Ronaldo a corrente alternata, senza dimenticare l’apporto fondamentale di Francesco Toldo tra i pali.

Purtroppo il 12 dicembre 2001 viene a mancare il Grande ed unico avvocato Peppino Prisco.

Il 5 maggio 2002 l’Inter va a giocare a Roma contro la Lazio, che ormai era fuori da qualsiasi gioco. Mentre la Juventus di Lippi va a Udine contro l’Udinese. Sembra tutto scritto vittoria di entrambi e scudetto all’Inter; ma purtroppo nel calcio nulla è scritto e i nerazzurri perdono una partita già vinta, permettendo alla Juventus di aggiudicarsi il titolo. Nessuno può ancora dimenticare quella maledetta domenica, definita come un lutto collettivo.

All’inizio della stagione seguente Ronaldo tentato dal Real Madrid e non in ottimi rapporti con Cuper decide di andare in Spagna, con grande amarezza del Presidente Massimo Moratti.

Nell’Inter comunque si affaccia una nuova promessa chiamata, Obafemi Martins, ragazzo nigeriano di 19 anni, che stupisce tutti per la sua velocità e per le sue capriole.

Cuper riesce comunque a portare la sua Inter in semifinale di Champions League, dove poi viene eliminata dal Milan senza perdere nelle due sfide a San Siro.

La terza stagione di Cuper in nerazzurro dura molto poco, poiché viene sostituito strada facendo da Alberto Zaccheroni.

In Gennaio arrivano gli acquisti di Dejan Stankovic e il Ritorno di Adriano dal Parma. L’Inter riesce così ad ottenere il quarto posto e il diritto a partecipare al preliminare di Champions.

Moratti passa le consegne della presidenza al Grande Giacinto Facchetti, sempre però rimanendo dentro la società.

I due hanno lo stesso progetto per il futuro, cioè portare sulla panchina interista Roberto Mancini, il quale era stato già un pallino di Moratti quando era ancora un calciatore della Sampdoria.

Detto, fatto e così nel 2004 l’Inter parte con il nuovo tecnico, accompagnato da un Adriano detto “l’Imperatore” scatenato, da un Vieri sempre più prolifico e da una scommessa come Martins.

Il 15 giugno 2005 l’Inter dopo parecchio tempo alza la Coppa Italia battendo la Roma nella doppia finale, augurandosi l’inizio di un ciclo. Moratti dichiara che con la vittoria in Coppa Italia si sente come se avesse rotto un incantesimo.

Come di abitudine nel 2005-2006 il Presidente mette mano al portafogli e investe sul mercato, facendo così giungere a Milano gente come Luis Figo, Walter Samuel, Santiago Solari, tutti gioielli del Real Madrid, David Bizzarro dall’Udinese e il portiere Julio Cesar. L’unico addio pesante, ma consensuale è quello di Cristian Vieri, anche perche ormai era esplosa del tutto la coppia Adriano-Martins.

Arriva il secondo trofeo in pochi giorni, cioè la conquista della Supercoppa di Lega, vinta contro i rivali storici della Juventus, grazie ad un grande gol di Juan Sebastian Veron. E per continuare in bellezza l’Inter passa anche i preliminari di Champions eliminando gli ucraini dello Shakhtar Donetsk.

La squadra di Roberto Mancini non sazia delle recenti vittorie nella stagione in corso riesce a conquistare di nuovo la Coppa Italia, sempre ai danni della Roma di Luciano Spalletti, pareggiando per 1-1 all’Olimpico, per poi imporsi per 3-1 al Meazza.

Ma soprattutto porta a casa il suo 14° scudetto, che gli viene assegnato automaticamente dalla FIGC dopo la questione Calciapoli, che aveva interessato la Juventus, la quale da prima arrivata viene retrocessa in serie B penalizzata e privata degli ultimi due scudetti e il Milan, la Lazio, la Fiorentina e la Reggina, le quali subirono una multa salata e una notevole penalizzazione.

Ovviamente l’Inter in tutto questo caos ne uscì pulita come non mai, tanto da poter camminare a testa alta e con il vanto di poter sventolare al Mondo il suo 14° scudetto, anche detto tricolore dell’onestà.

A questo punto il 26 agosto del 2006 si trovano ancora di fronte Inter e Roma nella Finale di Supercoppa di Lega. Già leggendo le formazione ci si rende conto dei molti volti nuovi presenti a Milano come: Zlatan Ibrahimovic, Patrick Viera, Dacourt e Maicon, inoltre un certo Hernan Crespo, che parte dalla panchina, ma che risulterà fondamentale.

Pronti via e dopo solo 35’ l’Inter si trova gia sotto di tre reti, con una Roma scatenata e vogliosa di vendetta. A Questo punto Mancini cambia modulo e fa Entrare Luis Figo. Sul finire del Primo tempo Viera accorcia. Nella ripresa l’Inter sembra trasformata e riesce a pareggiare grazie alle reti di Crespo e ancora Viera. Si va quindi ai supplementari dove decide una punizione gioiello di Luis Figo, che mette il risultato sul definitivo 4-3.

Ovviamente la vittoria è dedicata al Presidente Giacinto Facchetti, che il giorno dopo da una stanza dell’ospedale dirà:”L’amore di una vita non finirà mai”.

Purtroppo la stagione comincia senza il Presidente, che varrà ricordato sempre nei cuori di tutti e che Capitan Zanetti ricorderà con una frase scritta sulla fascia da capitano per tutta la stagione che dichiara letteralmente:” Tu sei tutto quello che un uomo dovrebbe essere! Mi mancherai... Ciao Giacinto”.

Dopo questa perdita incolmabile Massimo Moratti torna Presidente il 26 novembre del 2006.

L’Inter continua la sua cavalcata impressionante, avvantaggiata anche dalla assenza della Juventus e dalla penalizzazione inflitta al Milan. Tutto questo però ha poca importanza poiché i ragazzi di Mancini dominano in largo e in lungo per tutto il campionato centrando il record di 17 vittorie consecutive in Campionato.

Fino ad arrivare al 22 aprile del 2007. L’Inter va a Siena e vince per 2-1, conquistando così il suo 15° scudetto, confermando lo strapotere ottenuto per tutta la stagione.

Ovviamente scudetto dedicato a Giacinto Facchetti, con i giocatori che intonano molto cori al loro ex Presidente.

Unica nota stonata della stagione è la sconfitta nella doppia finale di Coppa Italia contro la Roma, che vendica la sconfitta della passata stagione.

La stagione 2007-2008 non comincia benissimo, poiché i ragazzi di Mancini devono lasciare un altro trofeo alla Roma di Spalletti, che conquista la Supercoppa di Lega proprio in casa dei nerazzurri.

L’Inter comunque non si scompone più di tanto e continua la sua marcia trionfale verso il suo 16° scudetto.

Questa volta ci sono anche la Juventus ed il Milan, ma non ce né ne per loro ne per la solita rivale, ossia la Roma. L’Inter è sempre la più forte di tutti, grazie alla classe dei suoi campioni resta in testa per tutto l’anno dominando l’ennesimo campionato e riuscendo cosi a conquistare il suo 16° scudetto. Questa volta battendo in casa il Parma per 2-0 grazie ad un Ibrahimovic veramente stellare.

Purtroppo da registrare l’ennesima sconfitta in Coppa Italia, sempre contro la Roma, che trionfa per 2-1 all’Olimpico contro la squadra di Mancini.

 

 

Colori sociali:Bandiera Inter Nero e azzurro
Simboli:Biscione
Inno:C'è solo l'Inter
Elio/Graziano Romani
Dati societari
Città:Milano
Paese:Bandiera Italia Italia
Confederazione:UEFA
Federazione: FIGC
Campionato:Serie A
Fondazione:1908
Presidente:Bandiera dell'Italia Massimo Moratti
Allenatore:Bandiera del Portogallo José Mourinho
Stadio:Giuseppe Meazza
(anelli: 82.955 posti)
Sito web:www.inter.it
Palmarès
Scudetti:16
Trofei nazionali:5 Coppe Italia
3 Supercoppe italiane
Trofei internazionali:2 Coppe dei Campioni
3 Coppe UEFA
2 Coppe Intercontinentali

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 15 July 2008 )
 

Calcio Serie A

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