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La prima vera società fondata a Napoli nacque alla fine del 1904, con il nome di Naples Football Club. I due soci principe erano l'inglese William Poths ed Ernesto Bruschini.
I suoi colori sociali all'epoca erano il celeste e il blu mare ed il suo primo presidente fu Amedeo Salsi, coadiuvato da Potts, Bayon e due calciatori non professionisti Catterina e Conforti. Strano ma vero, la prima grande partita internazionale fu giocata contro un equipaggio inglese facente parte di una nave chiamata "Arabik". Il primo torneo conquistato dal Naples invece arrivò nel 1913, contro l'Internazionale, che vinse appunto il trofeo campano l'anno prima e nei due anni successivi. L'attività del Naples come ovvio che sia, si interruppe per l'avvento della Prima Guerra Mondiale, per poi però continuare subito dopo, grazie alla grande passione della sua gente, come i fratelli Bruschini e Garozzo, i quali come tanti altri, svolgevano una doppia funzione di dirigenti e calciartori. Entrò poi a far parte della grande famiglia Felice Scalone, svolgendo il ruolo di calciatore e giornalista. Nel 1921 ci fu poi la fusione tra le due società, ovvero il Naples e l'Internazionale, dando vita quindi ad una sola squadra chiamata Internaples, da cui poi avrà origine l'Associazione Calcio Napoli il primo agosto del 1926.
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Giorgio Ascarelli fu il primo presidente dell' A.C. Napoli. Era un commerciante napoletano molto ricco di origine ebraica. Il suo successore era l' Onorevole Giovanni Maresca. Mentre il terzo presidente fu Gustavo Zinzaro, seguito dal ritorno di Ascarelli, che però morì all'età di trentaquattro anni. Succedettero così ancora Maresca ed Eugenio Coppola. Nel 1936 arrivò in società il Comandante Achille Lauro, uomo del sud e grande imprenditore, che disponeva di un gran patrimonio. Non riuscendo però a metterlo nel migliore dei modi a disposizione della squadra per arrivare allo scudetto. Dopo quatro anni fu sostituito da Gaetano del Pezzo, che era anche stato capitano dell' U.S. Internazionale. Dal 1926 al 1941 il Napoli restò in A, riuscendo anche a raggiungere il terzo nel 33'-34', spalancando le porte dell' Europa Nel 1941-42 la squadra arrivò addirittura al diciassettesimo posto, con l'automatica retrocessione in B. Nella stagione seguente si calssificò terzo, come nel girone Campano nel 1944-45. Il Campionato Nazionale venne poi sospeso ancora per la Seconda Guerra Mondiale, per poi riprendere nel 1945-46 con un girone misto tra serie A e B. Nel 1948 tornò ancora nella serie cadetta, dove restò per due stagioni,per poi tornare in A e restarci per undici anni.
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Ci fu poi un'altra retrocessione, seguita però subito da una promozione in A, accompagnata dal successo in Coppa Italia (1961-62), con timoniere Bruno Pesaola detto "petisso" ex campione del Napoli. Un'altra vittoria poi nel 1965-66 co la messa in bacheca della Coppa delle Alpi. Il 25 giugno del 1964 ci fu la svolta, il Napoli diventa, grazie all'atto notarile di Monda, Società Sportiva Calcio, con un capitale di circa 120 milioni. Lauro non versò neanche una quota ottenendo ugualmente il 40% della società e portando con se suo figlio Gioacchino. Il nuovo presidente fu Roberto Fiore, eletto dopo numerosi scontri, il quale su suggerimento di Giovanni Proto fondò appunto il Napoli Football Club. I tifosi furono finalmente soddisfatti, anche perchè il presidente Fiore portò a Napoli giocatori molto importanti del calibro di Altafini e Sivori dalla Juventus. Riuscì cosi ad arrivare terzo in campionato, alle spalle solo di Inter e Bologna; arrivando poi a circa 69 mila abbonati. Fiore però dovette poi lasciare il comando a Gioacchino Lauro, che comunque nel 1967-68 riesce a portare la squadra al secondo posto, facendo emergere anche in società un nuovo giovane dirigente Corrado Ferlaino. Ci fu l'avvento di Antonio Corcione, che però morì prematuramente. Così Ferlaino si impossessò del Napoli acquistando la maggioranza su suggerimento di Achille Lauro. Ferlaino venne così eletto presidente il 18 gennaio del 1969 all'età di 37 anni. La sua prima missione è quella di risanare il bilancio, ricevendo così la Stella al Merito Sportivo consegnata dal CONI. Hanno così inizio gli anni d'oro del Napoli. Sfiora più volte lo scudetto,anche per merito del suo allenatore Luis Vinicio, nel 1975-76 vince la sua seconda coppa Italia e la Coppa di Lega Italo-Inglese. Grazie anche all'acquisto di Beppe Savoldi soprannominato "Mister 2 miliardi". Gli anni 80' cominciano con l'arrivo di Antonio Juliano ed il grande acquisto di Ruud Krol, mentore della favolosa Olanda, cosi da sfiorare per l'ennesima volta nell' 81' lo scudetto. E' solo una questione di tempo, infatti il Direttore Generale Juliano ingaggia due grandi manager, ossia Pier Paolo Marino e Italo Allodi, riescendo così a portare a Napoli forse il più grande campione di tutti i tempi Diego Armando Maradona dal Barcellona. Infatti nel 1986-87 arrivano Scudetto e Coppa Italia. Seguite poi dall'ingaggio di Luciano Moggi e il mister Ottavio Bianchi, che portano la coppa Uefa a Napoli 1988-89. Nell'anno seguente 1989-90 arriva il secondo Scudetto e la Supercoppa, con il mister Albertino Bigon. Ferlaino esce di scena nel 1993, cedendo le azioni l'anno seguente. Rimangono comunque molti debiti da sanare e si decide di dividere le azioni tra Gallo e Setten che detengono il 46,5% e lo stesso Ferlaino il restante 7%. In seguito però per colpa di un'ordinanza del tribunale civile viene restituito il pacchetto completo a Ferlaino, sobbarcato così dai numerosi debiti. Così nel 1997-98 arriva la retrocessione in B, per poi tornare in A nel 2000 con mister Novellino, che viene però cacciato a fine anno per l'arrivo di Giorgio Corbelli in società. Corbelli versando 100 miliardi al tribunale civile diventa Presidente, affiancato sempre però da Ferlaino. Si punta cosi sul boemo Zeman, ma l'esperimento è fallimentare e si cerca di rimediare chiamando Mondonico, che non riesce però a salvare la squadra dalla serie B. Si punta allora su De Canio per il ritorno in A, ma la promozione è solo sfiorata. In società inoltre arriva Salvatore Naldi, che insieme a Corbelli liquida Ferlaino; così i due diventano i padroni assoluti della società. Fino a che però Corbelli viene arrestato per lo scandalo delle televendite e cosi Naldi nel 2002 ottiene il 98% delle azioni. Ormai Naldi è solo e il Napoli continua a rimanere in B senza veder luce; tanto che nel 2004 c'è anche un'istanza di fallimento, che sfiora i 79 milioni di euro. Quindi la società viene decretata fallita. A questo punto diventa impossibile anche un'iscrizione in B, quindi la soluzione è solo quella di ripartire dalla serie C1, sempre pero con ingenti somme. Cerca allora di farsi avanti Luciano Gaucci, allepoca presidente del Perugia, ma purtroppo anche lui non ha i mezzi necessari per far bene al Napoli. Tra ricorsi e tensioni si rimandano di qualche giorno i calendari, per poi diramarli con delle "x". E cominque il Napoli rischia di sparire. .Entra in scena allora Aurelio de Laurentis, grande uomo nel mondo del Cinema internazionale, che si incotra in Svizzera con Pier Paolo Marino, allora direttore dell' Udinese, stringendo un patto ferreo. De Laurentis parla subito con i fatti versando 30 milioni di euro al tribunale e fonda il Napoli Soccer, mettendolo in mano a Pier Paolo Marino, che chiama Edy Reja per partire dalla C1. Nel primo anno di C in Napoli non riesce a centrare la promozione. Purtroppo si deve arrendere ai play off contro l'Avellino in un derby campano molto acceso. L'anno successivo però non ci sono storie e finalmente i partenopei salgono in B senza molti problemi, grazie anche ad un grande gruppo che si stava formando sotto la guida ri Reja. Ancora una stagione e nel 2006-07 il grande salto è compiuto, promozione e arrivo in A, per il merito di una rosa di livello che si stava riformando: P.Cannavaro, Sosa, Bucchi, Calaio, Blasi, ecc....... Nel 2007-08 si potrebbe pensare ad un campionato dedicato solo all'obbiettivo salvezza, ma il Napoli ha imparato sicuramente a stupirci ed infatti oltre la salvezza riesce addirittura ad arrivare la partecipazione all'intertoto, che significherebbe, se si dovesse passare il turno prreliminare, il grande ritorno del Napoli in Europa, per la gioia di una piazza che merita sicuramente questo palcoscenico. | Colori sociali: | Azzurro | | Simboli: | Asinello ('o ciucciariéllo) | | Inno: | 'O surdato 'nnammurato Aniello Califano - Enrico Cannio | | Dati societari |
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| Città: | Napoli | | Paese: | Italia | | Confederazione: | UEFA | | Federazione: | FIGC | | Campionato: | Serie A | | Fondazione: | 1926 | | Rifondazione: | 2004 | | Presidente: | Aurelio De Laurentiis | | Allenatore: | Walter Mazzarri | | Palmarès |
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| Scudetti: | 2 | | Trofei nazionali: | 3 Coppe Italia 1 Supercoppe d’Italia
| | Trofei internazionali: | 1 Coppe UEFA
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 | San Paolo (60.240 posti) | | Contatti |
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Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A. Strada Statale Domitiana Km 35,300 81030 Castel Volturno (CE) Tel (081) 509.53.44 Fax (081) 509.39.17 E-mail:
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